L'efficienza energetica e la qualità della luce
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La luce diurna è indispensabile alla vita ed è risaputo quando contribuisca al benessere delle persone. Tuttavia, quando si parla di sistemi di illuminazione sia naturale che artificiale, ci sono dei parametri da considerare. In particolare, occorre ben equilibrare l'efficienza energetica e la qualità della luce; questo presupposto è valido per ogni impianto di illuminazione, dal comune lampadario al tunnel solare.
L’efficienza energetica
Tra i due parametri da tenere in considerazione nella progettazione illuminotecnica, il più facile da quantificare è l'efficienza energetica. Anche se si implementano sistemi come il tunnel solare, basato sulla luce naturale, questo criterio legato al consumo energetico è fondamentale, in quanto l'illuminazione del sole è presente solo nelle ore diurne e non sempre con la stessa intensità. Detto questo, il fattore che definisce l'efficienza energetica è il LENI, acronimo inglese di Lighting Electric Numeric Indicator, ossia, indicatore numerico dell'illuminazione elettrica. Questo parametro esprime il consumo annuale reale in kilowatt per metro quadro. Anche parlando di impianti di luce diurna, è importante conoscere questa misura perché il suo valore può essere contenuto grazie proprio all'illuminazione naturale. In particolare, si sta parlando di quei sistemi che integrano illuminazione naturale e artificiale, ovvero, quegli impianti che si accendono solo quando la luce diurna inizia a scarseggiare. Altri metodi per mantenere bassi i livelli di LENI consistono nell'installare sistemi di rilevamento della presenza di persone nella stanza, l'uso di lampadine a risparmio energetico, oppure l'ideazione di speciali progetti di illuminotecnica.
La qualità della luce
Il criterio dell'efficienza energetica, come accennato, deve essere rapportato al parametro di qualità della luce, che è più difficile da quantificare. Un modo per misurare questo valore prende il nome di fattore ELI, acronimo di Ergonomic Lighting Indicator. Questo indicatore considera la qualità ergonomica della luce attraverso un elenco di cinque fattori da valutare su una scala di giudizi da zero a cinque, ovvero da insufficiente a eccellente. I criteri riguardano l'aspetto fisico e psichico della luce e comprendono la prestazione visiva, l'aspetto di insieme, il comfort visivo, la vitalità e l'individualità/flessibilità. Per ogni soluzione di luce, come il tunnel solare o la lampada alogena, si riportano questi fattori in un diagramma pentagonale, da cui emergono facilmente i pro e i contro di ogni sistema. Sebbene difficoltoso da quantificare, il criterio ELI fornisce una descrizione esaustiva della qualità della luce, perché considera non solo i requisiti visivi, ma anche gli aspetti biologici ed emozionali. Quindi, per progettare in maniera efficace un impianto di illuminotecnica, i fattori LENI ed ELI devono essere in un rapporto il più possibile equilibrato. Ciò a livello pratico si traduce in una maggiore commistione tra luce naturale e artificiale, in quanto ognuna porta sia vantaggi che svantaggi. L'illuminazione diurna, infatti, comporta consumi energetici minori o nulli, perciò è molto valida sotto il punto di vista dell'efficienza energetica, al contrario della luce elettrica; quest'ultima, però, permette un maggior controllo che si traduce in maggior comfort visivo. L'illuminazione artificiale, infine, ha il vantaggio di poter essere utilizzata tutto il giorno, mentre la luce naturale è relegata alle ore diurne. Dunque, viste le specifiche dei due tipi di illuminamento, le soluzioni migliori sono quelle che sfruttano al massimo la luce diurna quando possibile, integrandola con quella artificiale nelle ore più buie.

