Illuminazione per negozi: gli studi di settore
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Per poter mettere a punto una normativa adeguata nel settore dell’illuminazione per negozi, gli enti locali si basano sugli studi condotti in merito alla questione. La ricerca scientifica funge da base da appoggio per tutte le applicazioni di ciò che emerge dalle indagini. Solo in questo modo può esserci progresso, non solo in ambito scientifico, ma anche nelle situazioni concrete.
Illuminazione per negozi e consumi energetici
Nella gestione di un punto vendita di tipo alimentare, si stima che il 40% del consumo per l’energia elettrica derivi dal raffreddamento necessario alla conservazione degli alimenti; un altro 25% è imputabile al riscaldamento/raffreddamento degli ambienti e un 24% all’illuminazione elettrica. Come si può notare da questi dati, è vero che il costo per la luce elettrica incide di meno sul consumo totale, ma è pur vero che si tratta di un fattore su cui si può intervenire e che influenza anche gli altri. Infatti, i consumi legati al raffreddamento e al riscaldamento degli ambienti variano di molto se all’illuminazione per negozi artificiale si contribuisce con quella naturale, che d’inverno permette uno spontaneo innalzamento della temperatura. Le normali superfici finestrate, tuttavia, d’estate sono causa di surriscaldamento, perciò una buona soluzione è data dai connettori e dalle gallerie solari Solatube che permettono l’ingresso della luce diffusa, ma non causano indesiderati innalzamenti della temperatura.
I consigli dello studio Perifem
A fronte di questi dati, la Perifem, l’associazione tecnica del commercio e della distribuzione francese, ha formulato una serie di consigli in merito all’illuminazione per negozi, in particolare riferimento a quella naturale. Innanzitutto, lo studio propone di eliminare l’illuminamento del suolo, mantenendo solo quello dei prodotti; inoltre, si suggerisce di eliminare le fonti luminose più costose in termini energetici, soprattutto nelle medie e grandi superfici. Tra i vari aspetti, la ricerca francese si concentra sulle gallerie e sulle superfici di vendita degli iper e dei supermercati, in cui regna quasi incontrastata l’illuminazione elettrica. Per la galleria, in cui la luce ha una funzione di illuminazione generale e di valorizzazione delle vetrine, si consiglia un maggior ricorso alla luce naturale, da integrare con sistemi di regolazione dell’intensità di quella artificiale; così, sarà possibile illuminare adeguatamente almeno il 40% dell’intero centro commerciale. Nello specifico, un tale sistema regolatore permetterebbe di abbassare di 10 W/mq l’illuminazione nelle ore di apertura al pubblico e di 2 W/mq nell’orario di chiusura; inoltre, durante i momenti di pulizia dello stabile, sarebbero sufficienti solo 5W/mq di illuminazione elettrica. Per quanto riguarda le superfici di vendita, sono due i tipi di illuminazione, quella del suolo/ambiente e quella dei reparti/prodotti. Nel primo caso, è consigliabile ridurre i tubi luminosi elettrici( lampade fluorescenti ), preferendo sistemi di luce naturale dall’alto. Nei reparti, si propone di ridurre la potenza luminosa nelle zone di generi vari e di grocery non food; parallelamente, sarebbe utile ridimensionare quei reparti che necessitano di una forte illuminazione di messa in risalto, come la profumeria. Nelle zone dei prodotti freschi, da una parte si può rinunciare alla luce integrata ai mobili verticali del freddo, dall’altra, si può sfruttare proprio questa illuminazione per ridurre quella applicata sui soffitti per illuminare l’ambiente.

